ROMA: a spasso con Cesare nel Foro romano

ROMA: a spasso con Cesare nel Foro romano

Ho deciso di raccontarvi del mio viaggio in compagnia di “quel Cesare”, passeggiando tra le rovine del Foro Romano. Di Giulio Cesare dovete sapere che ricoprì il consolato per cinque volte, ottenne la dittatura a vita, e fu uno statista di incredibile lungimiranza e intelligenza politica. È stato uno dei più grandi uomini della storia dell’umanità, colui che consegnò Roma alla gloria immortale e di cui, soprattutto noi italiani, dobbiamo andare fieri.

Entrando nel Foro Romano, oggi una distesa di rovine, si è portati a pensare che la sua distruzione sia opera delle invasioni barbariche del V secolo. E invece no: il vero scempio avvenne in epoca medievale e soprattutto rinascimentale, quando papa Giulio II autorizzò l’utilizzo dei marmi e del travertino del Foro come se fosse una cava a cielo aperto. Nonostante le proteste di artisti come Bramante, Michelangelo e Raffaello, nulla poté fermare la distruzione: colonne, capitelli, architravi e pietre di ogni tipo vennero smontati, bruciati nei forni per produrre calce o riutilizzati nelle nuove costruzioni. Solo pochi elementi furono salvati e reimpiegati nelle chiese romane.

Immaginate com’era questo luogo, nato nell’VIII secolo a.C. alle pendici del Palatino, dove Romolo fondò la Roma quadrata. Il Foro raggiunse il suo massimo splendore in età repubblicana, con Cesare e poi con il figlio adottivo Ottaviano Augusto, fino al II secolo d.C. Numerosi furono gli interventi di restauro nei secoli, a causa di incendi e terremoti.

Il Foro era il cuore pulsante di Roma: centro politico, giuridico, religioso ed economico dell’Impero. Per almeno mille anni fu teatro degli eventi più importanti della civiltà occidentale. Cesare, sempre al nostro fianco, ci ricorda: «Sapevate che prima della costruzione dell’Anfiteatro Flavio (Colosseo), i giochi gladiatori si svolgevano proprio nella piazza del Foro? Qui, dove oggi vediamo prati e lastroni di pietra, si erigevano tribune in legno per assistere ai combattimenti».

La sistemazione definitiva del Foro fu avviata da Cesare e completata da Augusto, con:

  • Le basiliche Emilia e Giulia, usate per le udienze e il commercio, con portici dedicati a Lucio e Gaio Cesare.

  • I nuovi Rostra, tribune per i discorsi pubblici.

  • Il Tempio del Divo Giulio, dedicato nel 29 a.C. da Augusto dopo la divinizzazione di Cesare, ancora oggi meta di omaggi floreali.

  • Gli archi di Augusto e di Gaio e Lucio Cesari.

  • La ricostruzione dei templi della Concordia (Tiberio, 10 a.C.) e dei Castori (7 a.C.), legati ai figli di Livia Drusilla.

  • La Curia Giulia, sede del Senato, voluta da Cesare e inaugurata da Augusto. Il suo portale bronzeo fu trasferito nel Rinascimento nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Nei secoli successivi si aggiunsero:

  • Il Tempio di Vespasiano, l’Arco di Tito, gli Horrea Vespasiani e il Portico degli Dei Consenti.

  • Il Tempio di Antonino e Faustina e quello di Venere e Roma, voluto da Adriano.

  • L’Arco di Settimio Severo (III sec.), le colonne della Tetrarchia (Diocleziano), la Basilica di Massenzio (IV sec.).

  • Numerose statue bronzee dorate degli imperatori, oggi perdute, tranne quella di Marco Aurelio, salvata e posta da Michelangelo al Campidoglio.

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